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La violenza che migliaia di donne subiscono quotidianamente non è solo fisica.
Esiste anche la VIOLENZA PSICOLOGICA che spesso, troppo spesso, le donne vivono all’interno della coppia.
Una violenza silente, meno visibile agli occhi esterni e, per questo, spesso sottovalutata.
Per questo ve ne vogliamo parlare, portandovi alcuni esempi ai quali forse non avete mai pensato.
SVALUTAZIONE CONTINUA
La donna viene criticata per ogni singola cosa… Per come si veste, per le opinioni che esprime, per come gestisce il denaro, per le decisioni che prende, per come si comporta con i figli, per il lavoro…
Tutto ciò la fa sentire insicura e sempre inadeguata.
IL SILENZIO
Un modo subdolo per evitare ogni tipo di scambio verbale con la donna, dal semplice buongiorno al ‘passami il sale’.
Questo modo meschino fa sentire in colpa la donna provocando ansia, disagio e insicurezza.
LA GELOSIA PATOLOGICA
L’uomo crede di poter esercitare dominio e possesso nei confronti della donna e la sua gelosia si trasforma in ossessione.
Questo tipo di ossessione può nei casi più gravi sfociare in stalking e addirittura, tragicamente, in omicidio.
IL GIOCO DELLA VITTIMA
Per l’uomo la donna diventa l’unica colpevole e responsabile di tutto ciò che non funziona nella coppia.
Ciò provocare ansia, depressione e insicurezza.
Questo gioco orribile può, in casi estremi, portare anche al suicidio.
Parlare di abusi fisici e psicologici può aiutare a cogliere i segnali di allarme di chi ci sta vicino…
Tantissime donne chiuse nella loro solitudine soffrono pensando che quello che stanno subendo è normale.
#NONENORMACHESIANORMALE
Esistono i centri antiviolenza.
Cercate quello più vicino a voi e rompete il silenzio.

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Considerare il cibo al di là della sua funzione nutritiva ma, nella sua preparazione, viverlo come un modo per ritrovare se stessi e relazionarsi agli altri recuperando fiducia e istinto alla socialità.
Questo lo scopo della nuova attività riabilitativa proposta agli ospiti della Struttura Residenziale Socio Riabilitativa di Colle Cesarano.
Si tratta di un workshop di cucina presso l’Agriturismo Colle Paciocco di Tivoli che i pazienti di Colle Cesarano seguiranno una volta al mese, a partire dal 30 Novembre prossimo. “Come molti studi hanno nel tempo affermato, in determinate situazioni cliniche come ad esempio la schizofrenia, anche la sfera emotiva risulta compromessa ed in questo, il cimentarsi in un laboratorio esperienziale come quello della cucina, può valorizzare tutte quelle emozioni, quei ricordi e quei sogni che trovano nei cinque sensi la piena possibilità di continuare ad esistere – spiega la dottoressa Romina Mazzei, Tecnico di Psicologia di Colle Cesarano e ideatrice del progetto-attraverso quest’attività, infatti, l’ospite può lavorare sul corpo e sulla mente, affinando la percezione di sé e la gestione dei rapporti interpersonali. Ciò che si intende proporre tra le varie attività socio-riabilitative di Colle Cesarano, è uno spazio in cui gli ospiti delle nostre comunità, stimolati e sotto la guida degli operatori, possano implementare quelle competenze pratiche e manuali che implementano il benessere psicologico” prosegue la dottoressa. “Al fine di incidere positivamente sulle capacità relazionali e sulle abilità personali di adattamento alle situazioni e all’ambiente di vita, un’attività come quella del laboratorio di cucina in un contesto esterno alla propria struttura, può dare l’opportunità di coltivare interessi personali e acquisire nuove abilità attraverso l’esecuzione condivisa con altre persone di un’attività stimolante e utile al percorso terapeutico in atto – aggiunge la dottoressa Sabrina Monaco, tecnico di psicologia di Colle Cesarano e referente del progetto – nel caso dei nostri ospiti, però, risulta impossibile non prendere in considerazione il fatto che per molti di loro, una precisa sintomatologia clinica rende la coordinazione manuale spesso caratterizzata da una serie di difficoltà. Lo scopo dell’attività non consiste in un netto cambiamento della condizione clinica, quanto piuttosto da una riabilitazione sociale che miri al raggiungimento di un equilibrio il più possibile funzionale all’integrazione della persona.” conclude l’esperta.
L’attività si svolgerà una volta al mese presso l’agriturismo “Colle Paciocco” di Tivoli (in via Empolitana, 238). Lo staff dell’agriturismo seguirà gli ospiti partecipanti al laboratorio attraverso un costante affiancamento insegnando tecniche funzionali alla preparazione di un piatto scelto come “tema principale” della giornata, dalla preparazione dell’ambiente, degli ingredienti, alla lavorazione e alla cottura. Gli operatori di Colle Cesarano coadiuveranno lo staff dell’agriturismo agevolando la comunicazione e monitorando l’adeguata collaborazione degli ospiti i quali seguiranno l’intero processo di elaborazione del piatto che consumeranno poi durante il pranzo.

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Sensibilizzare i pazienti alla cura e al mantenimento degli spazi esterni comuni della struttura dove vivono; favorire lo sviluppo della fiducia in sé e nelle proprie capacità; stimolare il recupero di abilità sociali e relazionali residuali; favorire il senso di appartenenza al gruppo e alla comunità intesa come struttura abitativa.
Questi gli obiettivi del nuovo progetto riabilitativo dedicato alla cura degli spazi esterni, proposto agli ospiti di Colle Cesarano.
“L’attività viene svolta cinque volte a settimana (dal lunedì al venerdì) per circa un’ora al giorno, la mattina – spiegano Valentina Camaiani e Marianna Dosa, tecnici della riabilitazione psichiatrica che seguono gli ospiti nel progetto- gli ospiti si ritrovano negli spazi esterni della struttura dove gli ospiti danno sfogo all’espressione della propria creatività tramite la scelta di piantine e materiale da utilizzare al fine di rendere piacevole la permanenza negli spazi esterni.” – specificano.
“Inoltre, in questo modo gli ospiti contribuiscono al mantenimento della pulizia delle aree verdi: un modo per responsabilizzare nei confronti degli altri e per sviluppare il senso civico. In ultimo gli ospiti hanno così l’occasione di potenziare le competenze personali e stimolare l’utilizzo di capacità manuali, concludono le esperte.

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Tornano ad accendersi i riflettori sui disagi psichiatrici, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.
A maggior ragione quest’anno, in cui ricorre il 40° anniversario della legge Basaglia che ha riformando il sistema sanitario psichiatrico italiano con la chiusura dei manicomi.
“In Italia i disturbi mentali coinvolgono 1/3 della popolazione ossia circa 17 milioni di persone. Numeri impressionanti, a cui si devono aggiungere tutti coloro che, malgrado una importante sofferenza psichica, non raggiungono i criteri per rientrare in una diagnosi” spiega la dott.ssa Donatella Arduini, psicologa di Colle Cesarano.
“La sofferenza mentale non deve essere considerata solo un aspetto medico, ma è strettamente connessa agli aspetti economici, culturali e lavorativi dell’ambiente in cui si vive; – specifica l’esperta – ad esempio basti pensare che la depressione, in qualsiasi popolazione venga presa in esame, colpisce maggiormente i gruppi dal reddito inferiore, così come la schizofrenia, la quale ha un rischio di svilupparsi 8 volte maggiore rispetto a persone afferenti ad uno status socio economico più elevato. Di fondamentale importanza risulta quindi essere l’attenzione verso il periodo dell’adolescenza: 1 adolescente su 6 soffre di disturbi mentali ed il suicidio è la terza causa di morte.”
Prevenzione e promozione delle cure per la salute mentale sono, dunque, fondamentali come interventi tesi a ridurre la sofferenza in età adulta e non solo.
“Il 50% di tutte le malattie mentali ha come età di esordio i 14 anni, – spiega la dott.ssa Donatella Arduini – ma la maggior parte di queste non viene trattata né tantomeno diagnosticata. Sviluppare un’attenzione verso la salute mentale significa anche e soprattutto promuovere comportamenti e stili di vita orientati alla salute psichica, prevenire ed individuare le aree di disagio ed intervenire tempestivamente. Occuparsi di salute mentale significa anche lottare contro il muro dello stigma che porta ad etichettare il malato come matto trattandolo da paziente di serie B, rendendo così più difficile l’accesso tempestivo alle cure” conclude l’esperta.

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Gruppo, condivisione, integrazione e socializzazione.
Si potrebbe riassumere così l’estate 2018 di Colle Cesarano.
Durante questi mesi  appena trascorri, gli ospiti di Colle Cesarano hanno potuto vivere importanti momenti riabilitativi che hanno favorito la dimensione del gruppo, al contrasto della solitudine e dell’isolamento che spesso accompagna le persone che soffrono di disagi mentali.
“Durante il periodo estivo il nostro impegno come equipe sanitaria è stato quello di sostenere le persone affinché potessero comprendere che non ci si può abbandonare alla solitudine. Ecco perché abbiamo studiamo numerosi progetti abbattere il senso di isolamento e il vissuto di abbandono che vengono percepiti in modo molto intenso soprattutto in estate, e durante le festività, periodi durante i quali in alcuni pazienti si notano riacutizzazioni della sintomatologia psichiatrica” spiega la dott.ssa Francesca Nardi, psicologa di Colle Cesarano.
“Il progetto vacanze è stato quello su cui si è lavorato di più” specifica l’esperta.
Un momento di normalità attraverso dei gesti quotidiani che permette al paziente di fronteggiare la separazione dalla famiglia allontanando angosce e ansie immaginarie, favorendo pertanto la crescita e la consapevolezza delle proprie abilità e risorse è stato, infatti, il senso dei soggiorni estivi che gli ospiti di Colle Cesarano hanno vissuto, in diversi momenti, a Gubbio, Orvieto e Tarquinia.
“Il percorso risocializzante -riabilitativo  insito nelle vacanze è mediato e favorito da un team composto da professionisti della salute mentale: nel post vacanze c’è una rielaborazione dell’ esperienza vissuta che diventa anch’essa un momento importante di condivisione tra i membri del gruppo volto a sviluppare un senso di appartenenza “ specifica la dottoressa Nardi.
Tra le attività svolte presso la Struttura di Colle Cesarano durante questi mesi estivi invece ci sono stati:
– una cocomerata, un modo diverso di stare insieme nell’organizzazione di una giornata in compagnia, collaborando per la buona riuscita dell’ evento.
– tornei settimanali tra i quali ping-pong, triatlhon, briscola, scopa, quizzone volti a organizzare le capacità cognitive, di collaborazione e attenzione, incrementando le capacità relazionali e comunicative
– un concerto a conclusione del laboratorio “Emozioni in Musica” che ha visto cantare e suonare gli ospiti, allestito presso il parco di Colle Cesarano con la partecipazione dei familiari e di alcuni dei CSM territoriali;
La partecipazione degli ospiti a questo tipo di progetti riabilitativi favorisce una responsabilizzazione e il recupero di differenti livelli di autonomia all ‘interno di un contesto protetto che sta alla base delle residenze psichiatriche , dove il gruppo diventa lo strumento di elaborazione e integrazione. ”osserva sempre la dott.ssa Nardi.
“Il clima affettivo e i processi gruppali nelle attività sono rivolti alla condivisione emotiva, allo scambio e al confronto di esperienze; questo permette di coinvolgere i pazienti nel proprio progetto di cura” conclude.

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Il calcio come un efficace strumento di integrazione sociale che aiuta a combattere ogni discriminazione e pregiudizio, attraverso la sua funzione sociale, educativa, culturale e ricreativa.
Questo il senso della manifestazione sportiva UN GOAL PER L’INCLUSIONE, organizzata dalla Struttura Residenziale Terapeutico Riabilitativa Villa Costanza, in collaborazione con i gruppi sportivi del DSM Asl Roma 6, che si terrà presso il Civico Zero Resort (Marina Velca – Tarquinia – VT)  dal 7 al 10 settembre prossimi.
Sarà un torneo di calcio a 5, dedicato agli utenti (con i loro familiari) e agli operatori delle strutture terapeutico-riabilitative e dei servizi territoriali.
Vi aspettiamo tutti per assistere e per tifare!

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Martedì 17 luglio prossimo, alle 18,00 presso il Parco di Colle Cesarano è in programma “Colle Cesarano in concerto”, momento conclusivo del laboratorio riabilitativo “Emozioni in musica” che i pazienti hanno seguito in questi mesi.
Il laboratorio è stato un viaggio tra le melodie che le sette note hanno nel tempo saputo regalare all’essere umano… I pazienti coinvolti hanno potuto così rivivere ricordi, coltivare passioni, ma soprattutto esprimere se stessi.
Con il canto, o anche solo l’ascolto, di canzoni o suoni, i pazienti di Colle Cesarano sono riusciti  a “sentire” le proprie emozioni… gioia, dolore, allegria, tristezza… Cosa estremamente importante per chi soffre di patologie psichiatriche, poiché spesso ha difficoltà a riconoscere gli stati emotivi interni.
Non c’è antagonismo, non c’è competizione, non ci sono giudizi per le “improvvisazioni spontanee” che gli ospiti di Colle Cesarano sono stati chiamati a fare, durante gli incontri proposti settimanalmente.
Attraverso il canto libero, i pazienti si sono messi in gioco veramente, motivati dalla volontà di esprimere la propria gioia o il proprio dolore; attraverso la scelta di una canzone  hanno lasciato andare emozioni represse che aspettavano di essere liberate.
Il fatto di concludere questo percorso riabilitativo con un vero e proprio concerto per questi pazienti è un’occasione unica. Ogni brano interpretato dai ragazzi che si esibiranno durante il concerto riesce ad esprimere e ad ascoltare il vissuto di ognuno di loro e, anche l’applauso che il pubblico presente vorrà regalargli, rappresenta un invito a proseguire nella musica come nella vita.
“Un traguardo importante per chi si sta impegnando a superare le proprie difficoltà e i propri limiti o cerca con tutte le forze di recuperare il tempo perduto, trovando in questo evento l’occasione per dimostrarlo” spiega il dott. Moreno Marchiafava, psichiatra di Colle Cesarano, che si è occupato di organizzare l’esibizione e che la sera del 17 salirà sul paco con i ragazzi di Colle Cesarano con la sua “Shingle Band”.
Una collaborazione alternativa che dimostra come la musica possa cancellare le barriere e lo stigma della malattia.

vacanza

31 ospiti di Colle Cesarano, accompagnati da 6 operatori tra tecnici di psicologia e infermieri, sono in partenza per un soggiorno estivo in Umbria.

4 giorni (sino a venerdì 28 giugno prossimo) da trascorrere nella Country House Villa Pascolo, a Costacciaro (Pg).
Preparare la valigia, mettersi in viaggio, raggiungere una meta di vacanza, fare un tuffo in piscina o una passeggiata nella natura…
Tutti gesti “normali” che molte famiglie stanno compiendo in questi giorni d’estate, ma che normali non sono per ragazzi e ragazze che, a causa della malattia, sono spesso dimenticati dai famigliari, considerati un peso e limitati nelle proprie azioni.
Ma che, invece, grazie all’equipe sanitaria di Colle Cesarano possono concedersi il “diritto” alla vacanza.
“Per il raggiungimento della piena autonomia ed integrazione sociale della persona i soggiorni estivi rappresentano un’importante strumento di arricchimento dell’ospite stesso, un’occasione di scambio che permette di vivere un’esperienza ricreativa al’ interno di un gruppo in un contesto di vacanza”– spiega la dottoressa Mariluce Carlucci, psicologa di Colle Cesarano– “Una prospettiva per gli operatori di vedere gli ospiti fuori dalle comunità, inseriti nella quotidianità, nelle relazioni con l’altro che non è l’operatore o il familiare. Il soggiorno permette loro di rivedersi e sentirsi nuovamente parte della società immersi in un luogo di relax e di vacanza” prosegue la dottoressa.
La vacanza offre al paziente di uno spazio individuale/di gruppo esterno e pur protetto, dove ‘giocare’ e modulare la relazione con l’operatore e gli altri ospiti della comunità per provare a rispondere ad alcuni bisogni: quello di sperimentarsi, di proporre contenuti personali (emozioni, vissuti, aspettative, ansie e paure…), di ‘affrancarsi’ per qualche momento dalla fatica della convivenza con gli altri, di introdurre spunti di autonomia o, al contrario, di concedersi uno spazio di condivisione con gli altri ospiti in un contesto “diverso” dalla comunità terapeutica.
Un’esperienza positiva di condivisione come può essere un soggiorno estivo riesce poi a promuovere e migliorare le relazioni interpersonali tra gli ospiti della comunità, fornendo loro la possibilità di condividere esperienze, informazioni culturali, emozioni, attività di gruppo. Ma anche favorire l’autonomia personale del singolo, il senso di appartenenza ad un gruppo, imparare a gestire il tempo e gli spazi in un contesto “altro” rispetto a quello della comunità.

triathlon

Favorire indipendenza, benessere e reinserimento sociale e lavorativo dei pazienti con psicosi, assicurare l’accesso e la continuità delle cure, ridurre i rilevanti costi socio-sanitari di una malattia che oggi deve essere considerata curabile, contro lo stigma che accompagna ancora chi soffre di disturbi mentali.

Sono gli obiettivi del progetto “TRIATHLON – Indipendenza, Benessere, Integrazione nella Psicosi” al quale hanno partecipato anche alcuni dei pazienti di Colle Cesarano.

Il progetto è promosso da Janssen, in collaborazione con le tre principali Società scientifiche in Psichiatria, Società Italiana di Psichiatria (SIP), Società Italiana di Psichiatria Biologica (SIPB), Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (SINPF), Fondazione Progetto ITACA e ONDA (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna). Si tratta di un programma innovativo per promuovere il recupero ed il reinserimento dei pazienti attraverso un approccio integrato, basato sul coinvolgimento di tutte le figure chiave dell’assistenza, lungo tre dimensioni fondamentali: la dimensione clinica, la dimensione organizzativa e quella sociale.

Inaugurato la scorsa settimana a Monterotondo (Rm), il percorso coinvolgerà nell’arco di 18 mesi più di 3.000 specialisti e operatori sanitari di 36 Dipartimenti di Salute Mentale. 
Per la prima volta, la disciplina del Triathlon viene proposta come nuovo approccio per il benessere delle persone con psicosi: un programma di attività con i Dipartimenti di Salute Mentale che guideranno i pazienti fino a culminare nel Primo campionato di Triathlon a squadre della salute mentale.

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Con la stagione estiva si torna a puntare i riflettori sul tema della forma fisica.
Se secondo una recente analisi Coldiretti quasi la metà degli italiani (45,9 %) fallisce la prova costume per sovrappeso o addirittura obesità, non va sottovalutato che uno dei gruppi di popolazione a maggior rischio di eccesso di peso sono le persone con patologie legate alla salute mentale.

Numerosi studi hanno, infatti, evidenziato come nei pazienti psichiatrici si rilevi un tasso di mortalità legato al sovrappeso da due a tre volte maggiore rispetto alla popolazione generale.
Inoltre, per le persone che soffrono di disturbi mentali c’è un tasso di prevalenza molto più elevato di malattie croniche (ad es. patologie cardiovascolari, diabete, obesità) e di fattori di rischio ad essi correlati (ipertensione, ipercolesterolomia, sovrappeso).

“Tale quadro può essere messo in relazione a molte variabili: stili di vita scorretti, effetti metabolici della terapia psicofarmacologica, scarsa attenzione riguardo alla salute fisica“ spiega il dott. Giorgio Caponera, psicoterapeuta e tecnico di psicologia di Colle Cesarano.

A Colle Cesarano, il tema del benessere fisico non conosce stagionalità ed è al centro di uno specifico progetto riabilitativo proposto agli ospiti.

“Abbiamo studiato il PROGETTO BENESSERE nel tentativo di migliorare la qualità della vita dei partecipanti attraverso un corretto stile di vita che riguarda in modo particolare l’alimentazione e l’esercizio fisico” spiega il dott. Caponera.
“Ciò significa: educare ad una sana alimentazione; promuovere sani stili di vita; informare sulle conseguenze metaboliche della terapia farmacologica; fornire ai pazienti attività motorie regolari” specifica l’esperto.

Il progetto si articola in un incontro teorico a cadenza settimanale durante il quale i pazienti, con l’aiuto degli operatori, si dedicano alla misurazione del peso, a una discussione in gruppo sui temi principali di una corretta alimentazione – come la “piramide alimentare” o le patologie connesse al sovrappeso– e  a stilare un diario alimentare per monitorare i progressi di ciascun paziente e registrare tutti i cibi e le bevande consumate.
Colle Cesarano offre poi numerose possibilità per le attività fisiche, parte fondamentale del progetto.
“I nostri ospiti svolgono regolarmente attività come il nuoto, il calcetto o gli esercizi in palestra. Con la bella stagione, poi, prediligiamo organizzare per i nostri pazienti  camminate nel parco o nell’uliveto di Colle Cesarano, un modo per stare all’aria aperta e in compagnia e non sentire la fatica dell’esercizio fisico.” Conclude Caponera.

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