All posts in News

colle-esarano-in-concerto-ultima

Martedì 17 luglio prossimo, alle 18,00 presso il Parco di Colle Cesarano è in programma “Colle Cesarano in concerto”, momento conclusivo del laboratorio riabilitativo “Emozioni in musica” che i pazienti hanno seguito in questi mesi.
Il laboratorio è stato un viaggio tra le melodie che le sette note hanno nel tempo saputo regalare all’essere umano… I pazienti coinvolti hanno potuto così rivivere ricordi, coltivare passioni, ma soprattutto esprimere se stessi.
Con il canto, o anche solo l’ascolto, di canzoni o suoni, i pazienti di Colle Cesarano sono riusciti  a “sentire” le proprie emozioni… gioia, dolore, allegria, tristezza… Cosa estremamente importante per chi soffre di patologie psichiatriche, poiché spesso ha difficoltà a riconoscere gli stati emotivi interni.
Non c’è antagonismo, non c’è competizione, non ci sono giudizi per le “improvvisazioni spontanee” che gli ospiti di Colle Cesarano sono stati chiamati a fare, durante gli incontri proposti settimanalmente.
Attraverso il canto libero, i pazienti si sono messi in gioco veramente, motivati dalla volontà di esprimere la propria gioia o il proprio dolore; attraverso la scelta di una canzone  hanno lasciato andare emozioni represse che aspettavano di essere liberate.
Il fatto di concludere questo percorso riabilitativo con un vero e proprio concerto per questi pazienti è un’occasione unica. Ogni brano interpretato dai ragazzi che si esibiranno durante il concerto riesce ad esprimere e ad ascoltare il vissuto di ognuno di loro e, anche l’applauso che il pubblico presente vorrà regalargli, rappresenta un invito a proseguire nella musica come nella vita.
“Un traguardo importante per chi si sta impegnando a superare le proprie difficoltà e i propri limiti o cerca con tutte le forze di recuperare il tempo perduto, trovando in questo evento l’occasione per dimostrarlo” spiega il dott. Moreno Marchiafava, psichiatra di Colle Cesarano, che si è occupato di organizzare l’esibizione e che la sera del 17 salirà sul paco con i ragazzi di Colle Cesarano con la sua “Shingle Band”.
Una collaborazione alternativa che dimostra come la musica possa cancellare le barriere e lo stigma della malattia.

vacanza

31 ospiti di Colle Cesarano, accompagnati da 6 operatori tra tecnici di psicologia e infermieri, sono in partenza per un soggiorno estivo in Umbria.

4 giorni (sino a venerdì 28 giugno prossimo) da trascorrere nella Country House Villa Pascolo, a Costacciaro (Pg).
Preparare la valigia, mettersi in viaggio, raggiungere una meta di vacanza, fare un tuffo in piscina o una passeggiata nella natura…
Tutti gesti “normali” che molte famiglie stanno compiendo in questi giorni d’estate, ma che normali non sono per ragazzi e ragazze che, a causa della malattia, sono spesso dimenticati dai famigliari, considerati un peso e limitati nelle proprie azioni.
Ma che, invece, grazie all’equipe sanitaria di Colle Cesarano possono concedersi il “diritto” alla vacanza.
“Per il raggiungimento della piena autonomia ed integrazione sociale della persona i soggiorni estivi rappresentano un’importante strumento di arricchimento dell’ospite stesso, un’occasione di scambio che permette di vivere un’esperienza ricreativa al’ interno di un gruppo in un contesto di vacanza”– spiega la dottoressa Mariluce Carlucci, psicologa di Colle Cesarano– “Una prospettiva per gli operatori di vedere gli ospiti fuori dalle comunità, inseriti nella quotidianità, nelle relazioni con l’altro che non è l’operatore o il familiare. Il soggiorno permette loro di rivedersi e sentirsi nuovamente parte della società immersi in un luogo di relax e di vacanza” prosegue la dottoressa.
La vacanza offre al paziente di uno spazio individuale/di gruppo esterno e pur protetto, dove ‘giocare’ e modulare la relazione con l’operatore e gli altri ospiti della comunità per provare a rispondere ad alcuni bisogni: quello di sperimentarsi, di proporre contenuti personali (emozioni, vissuti, aspettative, ansie e paure…), di ‘affrancarsi’ per qualche momento dalla fatica della convivenza con gli altri, di introdurre spunti di autonomia o, al contrario, di concedersi uno spazio di condivisione con gli altri ospiti in un contesto “diverso” dalla comunità terapeutica.
Un’esperienza positiva di condivisione come può essere un soggiorno estivo riesce poi a promuovere e migliorare le relazioni interpersonali tra gli ospiti della comunità, fornendo loro la possibilità di condividere esperienze, informazioni culturali, emozioni, attività di gruppo. Ma anche favorire l’autonomia personale del singolo, il senso di appartenenza ad un gruppo, imparare a gestire il tempo e gli spazi in un contesto “altro” rispetto a quello della comunità.

triathlon

Favorire indipendenza, benessere e reinserimento sociale e lavorativo dei pazienti con psicosi, assicurare l’accesso e la continuità delle cure, ridurre i rilevanti costi socio-sanitari di una malattia che oggi deve essere considerata curabile, contro lo stigma che accompagna ancora chi soffre di disturbi mentali.

Sono gli obiettivi del progetto “TRIATHLON – Indipendenza, Benessere, Integrazione nella Psicosi” al quale hanno partecipato anche alcuni dei pazienti di Colle Cesarano.

Il progetto è promosso da Janssen, in collaborazione con le tre principali Società scientifiche in Psichiatria, Società Italiana di Psichiatria (SIP), Società Italiana di Psichiatria Biologica (SIPB), Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (SINPF), Fondazione Progetto ITACA e ONDA (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna). Si tratta di un programma innovativo per promuovere il recupero ed il reinserimento dei pazienti attraverso un approccio integrato, basato sul coinvolgimento di tutte le figure chiave dell’assistenza, lungo tre dimensioni fondamentali: la dimensione clinica, la dimensione organizzativa e quella sociale.

Inaugurato la scorsa settimana a Monterotondo (Rm), il percorso coinvolgerà nell’arco di 18 mesi più di 3.000 specialisti e operatori sanitari di 36 Dipartimenti di Salute Mentale. 
Per la prima volta, la disciplina del Triathlon viene proposta come nuovo approccio per il benessere delle persone con psicosi: un programma di attività con i Dipartimenti di Salute Mentale che guideranno i pazienti fino a culminare nel Primo campionato di Triathlon a squadre della salute mentale.

progettoi-benesse

Con la stagione estiva si torna a puntare i riflettori sul tema della forma fisica.
Se secondo una recente analisi Coldiretti quasi la metà degli italiani (45,9 %) fallisce la prova costume per sovrappeso o addirittura obesità, non va sottovalutato che uno dei gruppi di popolazione a maggior rischio di eccesso di peso sono le persone con patologie legate alla salute mentale.

Numerosi studi hanno, infatti, evidenziato come nei pazienti psichiatrici si rilevi un tasso di mortalità legato al sovrappeso da due a tre volte maggiore rispetto alla popolazione generale.
Inoltre, per le persone che soffrono di disturbi mentali c’è un tasso di prevalenza molto più elevato di malattie croniche (ad es. patologie cardiovascolari, diabete, obesità) e di fattori di rischio ad essi correlati (ipertensione, ipercolesterolomia, sovrappeso).

“Tale quadro può essere messo in relazione a molte variabili: stili di vita scorretti, effetti metabolici della terapia psicofarmacologica, scarsa attenzione riguardo alla salute fisica“ spiega il dott. Giorgio Caponera, psicoterapeuta e tecnico di psicologia di Colle Cesarano.

A Colle Cesarano, il tema del benessere fisico non conosce stagionalità ed è al centro di uno specifico progetto riabilitativo proposto agli ospiti.

“Abbiamo studiato il PROGETTO BENESSERE nel tentativo di migliorare la qualità della vita dei partecipanti attraverso un corretto stile di vita che riguarda in modo particolare l’alimentazione e l’esercizio fisico” spiega il dott. Caponera.
“Ciò significa: educare ad una sana alimentazione; promuovere sani stili di vita; informare sulle conseguenze metaboliche della terapia farmacologica; fornire ai pazienti attività motorie regolari” specifica l’esperto.

Il progetto si articola in un incontro teorico a cadenza settimanale durante il quale i pazienti, con l’aiuto degli operatori, si dedicano alla misurazione del peso, a una discussione in gruppo sui temi principali di una corretta alimentazione – come la “piramide alimentare” o le patologie connesse al sovrappeso– e  a stilare un diario alimentare per monitorare i progressi di ciascun paziente e registrare tutti i cibi e le bevande consumate.
Colle Cesarano offre poi numerose possibilità per le attività fisiche, parte fondamentale del progetto.
“I nostri ospiti svolgono regolarmente attività come il nuoto, il calcetto o gli esercizi in palestra. Con la bella stagione, poi, prediligiamo organizzare per i nostri pazienti  camminate nel parco o nell’uliveto di Colle Cesarano, un modo per stare all’aria aperta e in compagnia e non sentire la fatica dell’esercizio fisico.” Conclude Caponera.

locandina_sogniamo2018-1

“Insieme per caso” è il gruppo dei ragazzi ospiti della Struttura Residenziale Terapeutico Riabilitativa Villa Maddalena con sede a Castel Madama.
Gianluca, Giorgio, Fabrizio, Giampiero, Eligio, Jagath, Luca, Giuliano, Massimo, Florindo Pierluigi, Marco, Fabio, Michele; 14 giovani affetti da problemi di salute mentale, che durante il soggiorno a Villa Maddalena, sono riusciti a trovare momenti di condivisione e di crescita emotiva ed esperienziale.
Gli ospiti di Colle Cesarano, la prossima settimana, avranno l’occasione di incontrare questi ragazzi, assistendo alla loro rappresentazione teatrale “SOGNIAMO. Giorno e notte.” che andrà in scena venerdì 25 maggio ore 17.30 teatro comunale Castel Madama con la collaborazione della compagnia teatrale “Quelli che… continuano” e il coordinamento della dottoressa Tiziana Fidani.
Uno spettacolo che approfondisce il tema del sogno inteso come esperienza notturna, ma anche come desiderio passato e futuro, ad ingresso gratuito e aperto a tutti.
Per i nostri pazienti sarà un importante momento di condivisione perché avranno l’occasione di confrontarsi con persone che hanno storie e vissuti travagliati simili ai loro e di cogliere da loro un messaggio di speranza e ottimismo: saper andare oltre le difficoltà e la malattia e portare a termine un progetto per sentirsi realizzati, non tanto sul palcoscenico, quando nella vita.

world-cup

I nostri ospiti in questi giorni sono impegnati a tifare la nazionale italiana alla Dream World Cup 2018 (in programma sino a mercoledì 16 al Palazzetto di viale Tiziano a Roma), la II^ edizione del campionato del mondo di futsal per pazienti psichiatrici.
Un evento di valore sportivo, civile e sociale con nove nazioni protagoniste e oltre 140 pazienti psichiatrici per promuovere il calcio come strumento di riabilitazione psichiatrica.
Sono oltre 200 le organizzazioni coinvolte tra associazioni sportive, strutture sanitarie e centri di salute mentale di tutto il mondo.
La manifestazione è organizzata con il contributo della FIGC e con il patrocinio del CONI, del Comune di Roma e delle Ambasciate di Giappone, Cile e Argentina.
Si tratta della seconda edizione del Mondiale, che fa seguito a quella organizzata nel 2016 in Giappone e che viene ospitata dall’Italia nel quarantesimo anniversario della Legge Basaglia.

colle-pazienti

Compie 40 anni la Legge Basaglia.
Franco Basaglia, psichiatra e neurologo, ha osato vedere oltre lo stigma del disturbo psichiatrico, ponendo al centro delle sue azioni il malato e non la malattia e riformando così il sistema sanitario psichiatrico italiano.
A Colle Cesarano cerchiamo ogni giorno di portare avanti la sua preziosa eredità, dedicandoci ai nostri ospiti con cura e professionalità.
Il nostro sforzo si focalizza sul tentativo di modificare una mentalità medicalizzata della gestione del paziente psichiatrico, passando da un approccio sanitario ad un approccio terapeutico e aprendo così la struttura a numerose iniziative di riabilitazione.

Il paziente a Colle Cesarano non è un malato da curare, ma  una persona da recuperare che sta al centro di un ampio sistema coordinato.

Ciò significa una poliedricità di approcci integrati che rivolge l’attenzione agli aspetti psicologici, sociali e familiari dell’individuo, fra loro interagenti e in grado di influenzare l’evoluzione della malattia.

Si tratta “di un modello dove l’aspetto medico più stigmatizzante è minore rispetto agli aspetti sociali, riabilitativi,  psicoeducativi”, precisa la dott.ssa Giovanna Raimondo, responsabile medico Sanitario dell’Area Psichiatria di Colle Cesarano. Numerose sono le figure professionali che operano al centro: tecnici di psicologia e della riabilitazione, psicologi, psichiatri, medici, infermieri, operatori socio sanitari che vivono la struttura in maniera completamente diversa: “il camice che normalmente è il simbolo della malattia, dell’ospedale, della cura, viene portato soltanto nel reparto di acuti, dove l’assistenza medica è comunque alta. E questo ha cambiato moltissimo anche la sensazione del paziente nel sentirsi trattato non come un malato”, aggiunge la dott.ssa Daniela Ruggiero, responsabile di tutte le attività di psicologia e di riabilitazione di Colle Cesarano. Nel concreto, gli ospiti delle varie strutture Residenziali Psichiatriche del Centro di Tivoli – caratterizzati da uno status psicopatologico consolidato, a volte con una lunga storia di istituzionalizzazione alle spalle, da un vissuto di perdita dei legami affettivi, dei rapporti sociali e delle relazioni interpersonali– seguono interventi riabilitativi appropriati, personalizzati e contestualizzato all’interno di una rete di servizi che determina un miglioramento della qualità di vita e offre l’opportunità di neutralizzare o rallentare il processo di cronicizzazione.

lab-poesia

Nei pazienti psichiatrici l’anedonia è un sintomo molto diffuso: si tratta dell’incapacità di provare piacere e mettersi in gioco emotivamente.
In tali quadri clinici, l’arte in generale e la poesia in particolare, costituiscono vie d’elezione per provare a riaccendere nel paziente una scintilla emotiva che possa permettergli di rientrare in contatto con i propri vissuti e quindi col mondo circostante.
Ecco perché a Colle Cesarano, l’equipe sanitaria organizza periodicamente Laboratori di Espressione Poetica.
“Durante il laboratorio ci serviamo della poesia come mezzo di accesso diretto ai vissuti emotivi.  Versi e metafore permettono difatti di oltrepassare le “barriere cognitive” che organizzano le esperienze umane, rendendo possibile un contatto diretto con le sensazioni e i sentimenti connessi alle vicende narrate”, spiega Alessandro Uselli, responsabile del progetto.
“Il nostro intento è quello di mettere in contatto i pazienti con le proprie emozioni e i propri sentimenti, riconoscerli e rispettarli anche nell’altro fino a trovare un punto di accettazione e condivisione attraverso il processo creativo.” prosegue l’esperto.
Nel concreto, ad ogni sessione, gli operatori invitano i partecipanti a selezionare un argomento per il gruppo.
Per l’argomento scelto (ad es. l’amore, la sofferenza, i figli, la natura) vengono selezionate poesie ed aforismi tramite raccolte monografiche e ricerca sul web.
Iniziato il gruppo, si propone ai partecipanti un brainstorming sull’argomento scelto: riflessioni, opinioni, vissuti personali.
Successivamente, si inizia a leggere e a commentare le poesie e gli aforismi sull’argomento.
L’ultima fase del gruppo prevede un ulteriore momento di riflessione in cui si prova a stimolare i partecipanti a offrire nuovi punti di vista sulla scorta di quanto letto, e a produrre a loro volta brevi componimenti poetici sull’argomento trattato.
In sintesi ecco i principali obiettivi del laboratorio:

• Sviluppare le capacità individuali di contatto con se stessi, con l’ambiente circostante e con gli altri;
• Sviluppare le potenzialità creative.
• Attivare l’ autostima e  la fiducia in se stessi.
• Migliorare la capacità espressiva, di relazione e la collaborazione con il gruppo;
• Migliorare la concentrazione e la capacità di apprendimento.

gita

Un pranzo in riva al mare, una scampagnata fuori porta, un pomeriggio al cinema o la visita ad una mostra.
Sono solo alcune delle numerose attività ricreative che proponiamo a Colle Cesarano, attraverso le settimanali uscite di gruppo che coinvolgono pazienti e operatori.

La Struttura Residenziale Socio Riabilitativa ha infatti tra i propri programmi riabilitativi tutta una serie di occupazioni che portano il paziente a mettersi in relazione con “l’altro” e ad interagire con chi vive al di fuori dei “confini” della struttura e che favoriscano il reinserimento sociale

L’intera èquipe terapeutica è impegnata a programmare per gli ospiti tutta una serie di attività ricreativo – culturali che stimolino la dimensione del fare, l’interesse e la curiosità verso il mondo esterno, che favoriscano la comunicazione con l’ambiente sociale, che promuovano le interazioni, coinvolgendo il territorio circostante.

Le uscite in gruppo hanno come obiettivo la possibilità di offrire al paziente uno spazio individuale/di gruppo esterno e pur protetto, dove ‘giocare’ e modulare la relazione con l’operatore e gli altri ospiti della comunità  per provare a rispondere ad alcuni bisogni: quello di sperimentarsi, di proporre contenuti personali (emozioni, vissuti, aspettative, ansie e paure…), di ‘affrancarsi’ per qualche momento dalla fatica della convivenza con gli altri, di introdurre spunti di autonomia o, al contrario, di concedersi uno spazio di condivisione con gli altri ospiti in un contesto “diverso” dalla comunità terapeutica
Tra gli obiettivi promossi, anche quelli di promuovere e migliorare le relazioni interpersonali tra gli ospiti della comunità, fornendo loro la possibilità di condividere esperienze, informazioni culturali, emozioni, attività di gruppo. Ma anche favorire l’autonomia personale del singolo, il senso di appartenenza ad un gruppo, imparare a gestire il tempo e gli spazi in un contesto “altro” rispetto a quello della comunità.

liberamente

Al via il primo appuntamento di “LIBERA – MENTE NELLA NATURA”, incontri teorici in preparazione al laboratorio di ORTO E GIARDINAGGIO.
Oggi e la prossima settimana, gli ospiti potranno usufruire di uno spazio in cui gli operatori, oltre a presentare l’attività, promuoveranno attraverso delle immagini una riflessione sulle analogie che legano le piante e il lavoro dell’orto alla vita dell’essere umano, ai meccanismi della comunità terapeutica e alla relazione con il contesto.

Prev123455Next